Incredibile ma vero: colonie lituane d’oltremare

La Lituania ha un’estensione territoriale di circa 65300 Km quadrati. Non molto. Pochi sanno, però, che è molto più grande della Svizzera, della Slovacchia, della Danimarca, e che ha le stesse dimensioni dell’Irlanda. La Lituania geografica ed etnografica, comunque, è molto più estesa di quella politica.
Dal confine sud occidentale del paese si estendono, nella Masuria nord orientale, fino a Suwalki, in Polonia, numerosi villaggi in cui la maggior parte della popolazione è di lingua e cultura lituana. Tra questi spiccano i piccoli centri di Punskas (in polacco Punsk) e Seinai (Sejny) – Per info: http://www.punskas.pl/ -. Nella stessa città di Suwalki i cittadini polacchi di origine lituana rappresentano la maggior parte della popolazione residente. Un cartina politica della Lituania attuale, basata sulla composizione etnica della popolazione, dovrebbe essere molto simile a quella dell’area in verde nell’illustrazione di questo link.
Come si vede, la Lituania dovrebbe essere molto più estesa a sud ovest e un po’ meno a sud est. Nelle zone a sud est di Vilnius, infatti, la maggior parte della popolazione residente è bielorussa e parla il lituano solo come seconda lingua. Non mancano, poi, consistenti minoranze lituane in Bielorussia, nella zona di Lyda, ormai quasi completamente (bielo)russificate. In Lettonia i Lituani costituiscono l’1,5 della popolazione e sono concentrati nelle aree di confine (oltre che a Riga).
Inutile dire che fino al XIX secolo il lituano aveva una diffusione orale molto più ampia di quella attuale ed era parlato anche dagli abitanti della Piccola Lituania, corrispondente all’attuale regione di Kaliningrad. Era infatti totalmente lituana la citta di Tilžė (in tedesco Tilsit, oggi Sovetsk), che diede i natali a numerosi e importanti letterati lituani. Lo stesso Sleicher (un botanico poi convertitosi alla glottologia, noto per essere stato uno dei primi fautori della “linguistica comparata”) si stabilì nelle campagne della Piccola Lituania per imparare il lituano e scriverne una grammatica, poi redatta in tedesco.
Quasi nessuno sa, poi, che anche la Lituania ha avuto una sua breve e curiosa storia coloniale. All’inizio del XVII secolo gruppi di Balti, tra cui dei Curoni e dei Samogizi (la Samogizia è l’odierna Žemaitija, la regione di Klaipėda, per intenderci), guidati da Willelm Mollen, capitano di una nave da guerra del ducato di Curlandia e di Semigallia, vassallo del Regno di Polonia e di Lituania, si spinsero fino all’isola di Tobago, dove si stabilirono con le loro famiglie per favorire le loro attività mercantili. L’isola fu ribattezzata Nuova Curlandia e tuttora sopravvivono in loco numerosi toponimi di origine baltica. (Per informazioni in lingua lituana).
Nel terzo decennio del secolo scorso, durante il governo di Smetona, non mancarono in seno alla borghesia lituana vere e proprie proposte di tipo colonialistico. Kazys Pakštas infatti, geografo di fama, propose la creazione di colonie lituane destinate a preservare il futuro della giovane Repubblica che, schiacciata tra i domini russo e tedesco, non aveva a disposizione, a suo giudizio, territori sufficienti a sostenere un’espansione della popolazione. Costui, così, propose al governo l’acquisto di territori vergini e disabitati nell’America centrale, o in Africa, per consentire lo spostamento dei nuovi coloni. Il governo, naturalmente, non gli diede ascolto e all’espansione dei Lituani oltre oceano contribuì soltanto, purtroppo, l’esodo di chi, alcuni anni dopo, si vide costretto a fuggire dall’oppressione sovietica.
Spero di non avervi annoiato troppo…

Fabrizio

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