Gli Italiani del Baltico, ovvero “l’orda italiana”
Si parla a volte dei Russi del Baltico, in riferimento ai cittadini lituani di lingua russa, numerosissimi negli stati baltici, o dei Tedeschi del Baltico, in riferimento alla comunità di lingua, cultura e nazionalità tedesca, che abitava fino agli anni quaranta del secolo scorso le città di Klaipėda, in Lituania, e molte altre città della Lettonia e dell’Estonia.
Ma oggi è ormai d’uopo parlare di Italiani (e di Spagnoli) del Baltico. Sono centinaia, in tutti gli Stati baltici, e non solo. Nell’attesa di ricevere in eredità l’appartamento della nonna, amorosamente accudita dalla badante moldava, i trentenni italiani si riversano sempre più numerosi nell’Europa orientale, dove trovano facilmente un lavoro, una casa e una donna. E, d’altro canto, cosa vuoi di più dalla vita?
Qui all’est non devi presentare buste paga o farti raccomandare dalla zia per avere un appartamento in affitto e, se parli inglese decentemente, Barclays, Western Union, AIG, Microsoft, Ericsson o altre aziende di IT, logistica e servizi ti assumeranno facilmente, nonostante un salario iniziale spesso modesto: 700 euro netti, all’incirca. Ma, in fondo, parliamoci chiaro, chi ti dà nel Belpaese, dove i vecchi posseggono e i giovani piangono, ora come ora, 700 euro al mese e un posto a tempo indeterminato? L’Italia non è così lontana e l’Europa (per ora, ndr) non ha più confini interni. Mamma Ryan sarà lieta di portarti a casa puntualmente quando lo vorrai, per un pugno di euro, e di celebrare il tuo ritorno a casa per la Pasqua al suono della sua trombetta.
A Tallinn, dove al primo impiego un giovane italiano facilmente riceve 900 euro al mese (l’Estonia è, storicamente, la più ricca delle tre repubbliche e anche oggi lì i salari sono più alti che in Lituania e in Lettonia), quella italiana è ormai da anni la prima comunità straniera per numero di presenze in città. E a Vilnius, in Lituania, siamo secondi solo agli spagnoli.
Ma chi sono gli Italiani di Lituania? Sono giovani laureati in scienze della formazione, scienze dell’educazione, scienze delle discipline artistiche, musicali e dello spettacolo e altre materie di studio che gli scienziati, quelli veri, chiamerebbero in modo del tutto diverso, ma non certo scienze, diplomati di famiglie che un tempo appartenevano alla classe media. Altre volte sono piccoli imprenditori di mezza età, che hanno deciso di investire la cospicua liquidazione della mamma ormai defunta in qualche spaghetteria. Dopo svariati concorsi pubblici ed esperienze di precariato assoluto in musei e pinacoteche come stagisti e obiettori di coscienza, dopo i progetti Erasmus, Socrates, Leonardo, EVF, CHS, HIV e chi più ne ha più ne metta, gli Italiani di Lituania, voilà, sono diventati tali. Saliti sul Ryan diretto per Vilnius da Roma, Bergamo o Trapani per andare in visita alla bella Kristina conosciuta su Match, o incontrata nel corso di un precedente soggiorno EVF, sono poi rimasti qui. Raramente parlano la lingua del posto, raramente ne conoscono bene usi, storia e tradizioni, e altrettanto raramente si integrano davvero. Insomma, sono loro, sono i piteci, come direbbe un noto personaggio del web, dell’orda italica, resa famelica dalle grasse generazioni dalle pensioni d’oro e dall’Italia del declino ormai inesorabile.
E sono sempre di più…
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