La Cattedrale di Vilnius

La Cattedrale di Vilnius, dedicata ai santi Stanislao e Vladislao, è il più importante edificio cattolico della Lituania. È situata nella cosidetta “città vecchia”, proprio al centro della piazza che da essa prende il nome.

Qui  si sono svolte in passato le celebrazioni d’incoronazione di  alcuni sovrani e  granduchi di Lituania e di Polonia. All’interno della cripta e delle catacombe sono sepolti personaggi illustri delle due nazioni come il granduca Vytautas Magnus (1430) e sua moglie Anna (1418), San Casimiro (1484), Alessandro Jagellone (1506), le due mogli di Sigismondo II Augusto, Elisabetta d’Asburgo (1545) e Borbora Radvilaitė (1551). Anche il cuore del re polacco-lituano Vladislao IV Vasa  è custodito nei sotterranei della chiesa, mentre il suo corpo è sepolto all’interno della cattedrale di Cracovia.

Secondo la tradizione popolare, nel punto esatto dove oggi sorge la Cattedrale di Vilnius un tempo bruciava il fuoco sacro e veniva venerato il dio del tuono Perkunas. Durante il restauro dell’edificio, infatti, sono stati ritrovati alcuni altari appartenenti all’antico tempio e il pavimento originale risalenti all’epoca del leggendario re Mindaugas (1200 circa). Quest’ultimo, considerato l’unico e solo sovrano nella storia del paese, nel 1251 fece costruire sulle rovine del tempio una prima chiesa per celebrare la propria conversione e quella del popolo intero al cristianesimo. Tale conversione fu in realtà un gesto politico per cercare di frenare l’avanzata dei cavalieri teutonici che volevano imporre il loro dominio. La popolazione locale, tuttavia, non avallò questa scelta e dopo l’uccisione Mindaugas, si ritornò rapidamente al paganesimo.

La  Lituania è stata a lungo una terra pagana in cui si praticava una religione politeista e animista legata al culto delle divinità della natura come appunto Perkunas, la dea della fortuna Laima, Milda protettrice dell’amore.  La conversione ufficiale al cristianesimo è datata 1387 ed è stata accompagnata alla costruzione di una seconda chiesa in stile gotico con cinque cappelle. Tale cattedrale venne distrutta da un incendio nel 1419.

Qualche anno dopo, in occasione della sua incoronazione, il granduca Vytautas  inaugurò una nuova  e più grande cattedrale gotica, dotata di tre navate e quattro torri di forma circolare agli angoli, le cui mura e  pilastri sono sopravvissuti.

Nel 1522 la Cattedrale fu rinnovata e la torre campanaria fu costruita in cima alla torre difensiva del castello basso. Dopo l’incendio del 1530 venne ancora una volta ricostruita con l’aggiunta di altre cappelle e cripte e di elementi architettonici in stile rinascimentale.

Gli incendi e le guerre dei secoli successivi non risparmiarono la Cattedrale che fu gravemente danneggiata e poi ricostruita tra il 1779 e il 1783 in stile neoclassico su progetto dell’architetto locale Laurynas Stuoka Gucevicius.

La facciata esterna è dotata di un portico esastilo coronato da un frontone  raffigurante la scena del sacrificio di Noè di ritorno dal diluvio universale. In basso, a ridosso delle colonne,  le raffigurazioni scultoree dei quattro evangelisti, realizzate dall’italiano Tommaso Righi. In cima sono state collocate le statue di Sant’Elena, San Stanislao e San Casimiro, opera di Kazimierz Jelski, rimosse nel 1950 su ordine di Stalin e ricollocate al loro posto solo nel 1997.

L’interno della Cattedrale è suddiviso in tre navate con volte a crociera.

Di grandissimo valore artistico è poi la seicentesca Cappella di San Casimiro, realizzata in stile barocco dagli architetti svizzeri Matteo Castelli e Costante Tencalla e commissionata da Sigismondo III Vasa. La Cappella è stata interamente costruita in pietra arenaria, portata qui dalla Svezia.  Le pareti interne sono rivestite di marmo nero , materiale di facile reperimento in quanto proveniente dalla Scandinavia. Notevoli gli affreschi del pittore italiano Michelangelo Palloni risalenti al tardo 600. Si tratta di due scene: l’apertura della tomba di San Casimiro a cento anni dalla sua morte e il miracolo di Sant’Ursula che si risveglia dalla morte. L’altare è decorato con stucchi bianchi realizzati dallo scultore Pietro Perti e al centro è collocata un’immagine bizantina del santo .

Durante l’occupazione sovietica l’edificio fu inizialmente trasformato in un magazzino per i carri e poi in una galleria d’arte. Per tale ragione i suoi interni si sono conservati bene ed oggi sono in ottime condizioni.

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