Riga: città, capitale, patrimonio dell’Unesco. E molto altro

Riga
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Un giorno a Riga. A primavera, quando le giornate sono tiepide, leggermente ventilate, piacevolmente fresche. Quando le strade non sono ancora così piene di turisti ed è possibile scoprire i segreti della capitale in tutta tranquillità.

Dalle ambasciate ai palazzi istituzionali. I monumenti e le chiese, lo stile liberty, in molti casi rivisitato in chiave nazional romantica. C’è chi la definisce la Parigi del nord e chi, invece, si limita ad osservarne, affascinato e in religioso silenzio, viuzze e anfratti, angoli nascosti e piazze, dettagli e colori.

Riga, con le sue diverse identità, è una città bellissima, che sfugge a semplicistiche classificazioni. Un’anima boema, un volto a tratti fiammingo a tratti sovietico. Antichi palazzi di epoca stalinista a fianco a casette tipiche dell’Art Nouveau.

Edifici di culto medievali ed esempi architettonici di matrice finno-baltica. Stupisce, Riga. A tratti, sembra mostrare una vanità neanche troppo celata. Nelle strade del centro storico le botteghe tipiche dove si produce e vende il famoso Balsamo nero, servito da ragazze in abiti d’epoca, si alternano ai numerosi ristoranti di cucina tradizionale.

E le case, ben mantenute, dei ricchi mercanti dei tempi della lega anseatica, convivono con le basiliche cattoliche del quartiere cristiano, la chiesa della Madre di Dio, di Maria Maddalena, di S. Giacomo e la suggestiva Cappella dell’Adorazione.

Poi, il duomo. Il Rigas Doms, la basilica più grande dei tre stati baltici. Chiesa protestante, con il gallo luterano in cima a ricordare l’importanza della coscienza religiosa, che si affaccia sulla sponda est della Daugava, l’imponente fiume che, partendo dalla Russia, passa anche attraverso il territorio della capitale lettone.

Ma Riga non è soltanto centro storico e bellezze architettoniche. La città colpisce anche per la gestione della vita pubblica: lungo le mura delle ambasciate e dei palazzi di Governo, al di là di qualche controllo effettuato attraverso telecamere poste lungo la cinta perimetrale, non vi è spiegamento di forze, non ci sono guardie ufficiali, a dimostrazione della tranquillità e della serenità delle strade righensi.

E Riga, città patrimonio dell’Unesco, è anche molto altro: ragazze e ragazzi lungo il fiume, in bicicletta, o seduti sulle panchine a guardare, abbracciati, la Daugava. Riga è musica popolare suonata da allegri musicisti di strada che, quando riconoscono la nazionalità dei turisti, sono pronti a intonare, con devota simpatia, gli inni nazionali. La capitale è anche l’imponenza dei quartieri liberty al di là della città vecchia.
Ed è per questo che va visitata, Riga, e anche più di una volta: per scoprirla e riscoprirla. Sempre più bella, sempre diversa.

Emilio Garofalo

 

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