LITUANIA: STIPENDI SEMPRE PIÙ ALTI. MA MANCA LA FORZA LAVORO
Ieri sono andato ad ordinare un paio di uniformi per mio figlio (qui nelle scuole si usa la divisa) in una sartoria leggermente fuori città, in uno dei tanti ex complessi industriali del periodo di occupazione, oggi sede di numerose piccole e medie aziende.
Affacciatomi per curiosità sull’ala della produzione, ho notato una cosa piuttosto inusuale a Kaunas: diversi ragazzi di circa 20 anni, di chiara provenienza sub-sahariana, erano impegnati alle linee di tessitura dell’azienda. Nella vecchia Europa non vi sarebbe nulla di strano, ma quello dell’impiego di forza lavoro proveniente da paesi non comunitari qui è un fenomeno nuovo.
A dire il vero sono ormai piuttosto numerosi in Lituania i lavoratori ucraini e bielorussi, impegnati nell’edilizia, nei cantieri stradali e nei trasporti. A Vilnius un tassista su due è ucraino. Affiliandosi alle piattaforne di Bolt (una sorta di Uber locale), non è necessario parlare il lituano d’altra parte e grazie a smart phone e Google map il lavoro è semplice e, soprattutto, remunerativo. Ma nigeriani, senegalesi e i cittadini dell’Africa che un tempo veniva detta nera sono più presenti a Tallinn, in Estonia, che in Lituania.
La cosa mi ha indotto a riflettere ancora una volta sulla situazione del mercato del lavoro locale. Lo stipendio medio in Lituania è ormai superiore ai mille euro lordi, pari a circa 800 euro netti, quanto basta a rendere appetibili le posizioni di manovalanza agli immigrati africani e asiatici. E in effetti le città principali sono costellate di cartelli e annunci di lavoro di aziende grandi e piccole, alla ricerca disperata di manodopera.
Stazioni di servizio, supermercati, ristoranti, cinema, bowling, palestre, aziende di servizi, tutti sono alla ricerca quasi spasmodica di dipendenti, in una situazione uguale e contraria a quella italiana, dove per 800 euro alla Coop, soprattutto nelle regioni del Sud, molti farebbero a pugni…
Morale della favola (trita e ritrita, direbbe mio fratello, anche lui residente in Lituania, ndr): a Vilnius, Kaunas e Klaipėda la manodopera salariata scarseggia. I giovani lituani desiderosi di darsi da fare hanno solo hanno l’imbarazzo della scelta per portare a casa (la loro, non quella della mamma) il loro millino, mentre i nostri giovani, nel Belpaese, tra un aperitivo e l’altro, sognano l’impiego pubblico e la cattedra in scienze delle merendine fritte all’università di Vancouver.
Le foto degli annunci di lavoro sono state scattate in luoghi distanti tra loro pochi chilometri, e nel giro di poche ore, che ci crediate o no!



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